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Il gruppo continua a vagare senza una meta e viene attaccato da rane di dimensioni spropositate. Lo scontro viene risolto a favore degli eroi che nelle vicinanze rinvengono anche una chiatta però inutilizzabile.
Al calar della sera, Tyron avvista un fuoco acceso su uno degli innumerevoli isolotti della palude. Un "Vardo" (così le persone chiamano il loro carro), resta su questo isolotto. Due anziani, i loro due figli adulti ed i nipotini accolgono pacificamente il gruppo, invitandolo a passare la cena e la notte in loro compagnia. Gli ospiti sono in fuga dal villaggio vicino alla palude ed il motivo non viene svelato. Prima di coricarsi Valaana, la figlia, legge il destino di Hàstigi, Ragurd ed Elodie.
La cena termina e tutti si coricano. Alle nuvole tumultuose che accompagnano il cammino dei PG dal loro ingresso nella palude unitamente alla nebbia, si uniscono lampi che cadono nelle vicinanze.
Un tempesta si sta avvicinando.
E sembra essere tra le più terribili.
Elodie finisce in acqua dove viene attaccata da un coccodrillo. I compagni la difendono, uccidono l'animale e ben presto il cammino riprende, senza una meta e con le difficoltà che il trovarsi in una palude comporta.
Ragurd riesce finalmente a dormire, dimenticando (almeno sembra) gli incubi che lo avevano tormentato nelle ultime notti.
A Laid Lakhaar il gruppo si incontra con il borgomastro. Elodie ed Hàstigi mostrano al borgomastro i simboli rinvenuti sul cadavere. Il borgomastro, dopo una rapida consultazione con i Saggi a protezione del Reliquiario di Vuchar, informa il gruppo che tali simboli sono rune presenti sulla corteccia del reliquiario.
Il gruppo, accompagnato dal borgomastro, raggiunge l'albero; l'attivazione delle rune permette l'apertura di un passaggio nel tronco dell'albero stesso. Il passaggio conduce in un tunnel acquitrinoso in cui gli eroi rinvengono una zattera. Ben presto la compagnia si ritrova in una vera e propria palude, in chissà quale posto.
Tutti nuovamente in viaggio verso il Reliquaiario del Nevuchar. Gurth conduce la compagnia verso Laid Lakhaar. Sulla strada viene trovato il cadavere di un viandante. L'uomo ha fatto una fine orrenda. Una miriade di corvi volano attorno al suo corpo cibandosi delle sue viscere e dei suoi organi. Gran parte del gruppo non sopporta la vista di tale nauseante scena.
Ripreso in fretta e furia il cammino (Hàstigi spiega che non é il caso di rimanere senza tetto la notte) la compagnia raggiunge il paese di Laid Lakhaar (tra le 300 e le 500 anime), ultimo baluardo elfico della zona, ad un paio di ore dal Vuchar.
Giorni di viaggio in Darkon. Ciò che avviene può essere riassunto in pochi punti....
1) I personaggi toccano alcuni grandi villaggi del Dominio (tra cui Karg) e, attraverso la navigazione di una parte del Vuchar, diminuiscono il tempo di percorrenza per arrivare a Nevuchar Springs. Hàstigi, un elfo di Darkon, si unisce alla compagnia a Karg.
2) Il gruppo subisce un attacco in quel di Karg da parte di alcuni umani
3) Durante il viaggio fluviale, per necessità di riparazione, la chiatta che ospitava i personaggi deve fermarsi su un isolotto in mezzo ad un fiume. In fase di esplorazione, i personaggi ritrovano un accesso ad un'area sotto delle rovine. All'interno dell'area, sconfitto il guardiano, viene ritrovato un libro. Nonostante gli accordi presi, Gurth, dopo una lettura, non permette al resto del gruppo di leggerlo e cerca di bruciarlo. Ci riesce parzialmente grazie all'intervento di Hastìgi, che non gradisce la mossa del Mezzo Vistani; si crea però una nuova situazione di tensione nel gruppo.
4) Ragurd ha le sue belle difficoltà linguistiche, anche a causa della scarsa collaborazione di Gurth.
Il 4 di Aprile il gruppo mette piede a Nevuchar Springs, luogo in cui Hàstigi vive. Nuone informazioni conducono Gurth verso Laid Lakhaar.
I due con Mordekai arrivano a Tempe Falls; gli avvenimenti ed il viaggio rendono il clima tra i compagni teso. La città é molto particolare: due ponti, uno per direzione di marcia uniscono la città arroccata sotto una cascata alle terre di là del fiume Tempe.
Mordekai é stanco e si ritira proprio quando una bella mezzelfa ed un umano gli si avvicinano. I due prendono però contatto con Gurth e Ragurd; si chiamano Eliodie Leclerc e Tyron "Goodfella" Rowe. Sembra che Gurth e Elodie abbiano qualcosa in comune: i due, in presenza di Tyron, hanno un lungo scambio di informazioni.....che nasca una collaborazione?
Ragurd nel frattempo vede uscire di corsa dalla camera Mordekai. L'amico non dà spiegazioni. Lascia solo un messaggio e, scusandosi, saluta il nano dicendo di non poter dare informazioni e di essere sicuro che le loro strade si rincroceranno
Ragurd e Gurth tornano alle caverne, il primo per dare degna sepoltura ai compagni, il secondo nella speranza di recuperare qualche oggetto particolare tra l'equipaggiamento dei compagni. La scena che appare agli occhi di Gurth e Ragurd é da film dell'orrore. I corpi letteralmente fatti a pezzi di Coridion, Owlwig e Caledor giaciono al centro della stanza in cui si é svolto l'ultimo scontro. Ragurd non regge alla vista ed é Gurth a dover provvedere alla sepoltura (dietro cronguo ed adeguato pagamento).
I due tornano a Darieldale e si preparano a ripartire alla volta di Tempe Falls, Darkon.
Gurth e Ragurd restano a Darieldale a curarsi le ferite; dei loro compagni di viaggio nessuna traccia.
Caledor si riprende e, insieme a Gurth, prova ad esplorare il seguito delle caverne. L'ultima grotta riserva una sorpresa: un enorme Orco di pietra, una volta vivo e vegeto, a detta di Gurth, regge una volta in vetro sopra la sua testa. I due decidono di rompere la volta nella speranza di trovare un'uscita....la mossa si rivela però infelice....una quantità di acqua immane inonda sia Gurth che Caledor; entrambi vengono spazzati via dal flusso d'acqua. Il mezzelfo, tra i due, ha la peggio e rimane esanime a terra. Nel frattempo Owlwig si riprende e raggiunge i compagni. Insieme a Gurth constata che l'unico passaggio é quello appena aperto sopra la loro testa...I due si arrampicano ed issano anche Coridion e Caledor, entrambi svenuti. Owlwig decide di esplorare l'unico tunnel rimasto, ma, arrivato in fondo, ha una brutta sorpresa: un enorme orco prende ad inseguirlo mentre scappa all'indietro. Nel momento in cui decide di affrontarlo, Gurth si fionda in cerca dell'uscita, incurante di un grosso goblin che cerca di impedirgli la fuga. Raggiunta l'uscita della caverna, Gurth cerca di trovare la direzione di Darieldale, quando si imbatte in Ragurd. L'attonito Gurth non comprende le confuse spiegazioni del nano e si limita ad un veloce riassunto, durante il quale spera di veder comparire i suoi compagni. Constato il mancato arrivo del resto del gruppo e la pericolosità della zona, i due, con non poche difficoltà, fuggono. L'indomani Gurth e Ragurd, esausti, vengono trovati da Laede che, con l'aiuto degli uomini della comunità, li riconduce a Darieldale. Si prevede una lunga convalescenza.
Il gruppo riesce a trovare un luogo dove riposare ma viene attaccato in seguito da alcuni goblin. Ragurd resta gravemente ferito ad una gamba, i membri della compagnia sono esausti. Durante una sortita fuori dall'antro in cui i 5 si sono rifugiati, Caledor e Owlwig scoprono che il ponte tibetano, unico passaggio sopra un crepaccio, é stato reciso da uno dei goblin sopravvissuti nello scontro precedente.
Nel frattempo, Coridion si allontana da Gurth e Ragurd in caccia di un'ombra umanoide avvistata alla distanza. Ragurd scompare praticamente sotto gli occhi increduli di Gurth, che si ritrova con un pugnale di pregevole fattura in mano ed un essere senza riposo che comincia a braccarlo.
Il gruppo si riunisce ed affronta l'essere, due occhi rossi ed una forma ombrosa che richiama un pipistrello. L'essere risucchia praticamente tutta la vita di Coridion prima di allontanarsi: solo l'intercessione di Ilmater attraverso le parole di Owlwig permette al mago di avere salva la vita.